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Pablo Picasso carried a revolver loaded with blanks, which he would shot at people who asked about the meaning of his paintings.

Me at my full time vanilla job whenever someone asks me a stupid question (until I find a part time data entry job)

@wafertubo ma è vero!?

Mi sono documentata dopo il tuo tag, lo confesso. Stando ad alcune fonti su internet - che pure citano dei testi in merito (che mi piacerebbe sfogliare per verificarne l'autorevolezza), sì, è vero!

Si tratta senz'altro di un atteggiamento in sintonia con il carattere effervescente di Picasso, e con le sue idee personali di un'estetica che non ha bisogno di spiegazioni. Pare proprio che girasse con questa pistola caricata a salve per sparare contro le persone che gli venivano a noia: gli spocchiosi borghesi, coloro che chiedevano delucidazioni sulla sua arte, chi insultava Cézanne. Sembrerebbe che quest'idea gli fosse venuta in mente emulando Alfred Jarry, celebre autore francese noto per i suoi atteggiamenti singolari, che riversava poi nei testi teatrali che produceva, tanto amati dal nostro cubista preferito.

(Source: huffingtonpost.ca)

Davide Mango (l’uomo che, nel casertano, ha sparato dal balcone a varie persone, dopo aver ucciso la moglie e tentato di uccidere la figlia) era un fascista di Forza Nuova.

E vedo che alcuni stanno cercando di mettere in relazione queste sue simpatie politiche con il suo gesto.
Ma come i musulmani, solitamente, non fanno esplodere la gente, i fascisti di norma non sparano dai balconi e i comunisti non vanno in giro a massacrare le persone come Andrej Čikatilo.

Di sicuro va detto che, se fosse stato musulmano, adesso staremmo qui a parlare di “terrorismo” o di “minaccia islamica”, anziché del gesto di un folle, ma quello è un altro discorso.

Di sicuro, se fosse stato africano, oggi Libero titolerebbe “LI PAGHIAMO PER VENIRE QUI A SPARARCI ADDOSSO” e, sui social, si rincorrerebbero i post di quelli che vogliono affogare “le risorse boldriniane” in mare, perché, ricordiamolo, “BISOGNA DIFENDERSI”.

Di sicuro, se fosse stato rom, adesso Salvini si sarebbe fatto già fare un servizio fotografico con protagonista lui, molliccio e seminudo, pronto a partire a cavallo di una ruspa nuova fiammante.

Di sicuro, se fosse stato gay, o transessuale, Adinolfi e molti altri avrebbero parlato di malattia mentale ovviamente associata agli “ambienti omosessuali”.

Di sicuro, se fosse stato rumeno, polacco o albanese, i discorsi sarebbero stati simili a quelli fatti per gli africani, però giusto un tantinello meno, perché almeno quelli hanno la decenza di essere del colore giusto.

Ma per fortuna era italiano, bianco e pure fascista.
Quindi si tratta semplicemente di “malattia mentale”.
Ed è assolutamente vero: non c’entra niente il fatto che fosse italiano, bianco e fascista, con quello che ha fatto.

Mi piacerebbe che tutti se ne ricordassero anche la prossima volta, quando a sparare sarà qualcuno un po’ meno italiano, bianco e fascista, magari.

E mi piacerebbe anche che qualcuno facesse notare che tenere delle armi in casa, oltre a servire per “legittima difesa”, a volte fa succedere anche queste cose qui.

Perché se quel pazzo non avesse avuto un fucile a disposizione, oggi avremmo una donna morta e cinque feriti in meno.

Ecco, forse questo sarebbe giusto farlo presente, invece.

Emiliano Rubbi (via soggetti-smarriti)
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